So già a cosa stai pensando: è arrivato il solito consulente/assicuratore che parla di disgrazie perché vuole convincermi a fare una polizza. Ho indovinato?
Nonostante questo tema susciti sempre scongiuri e gesti scaramantici di ogni tipo, ti garantisco che no, non ti scrivo affatto con l’obiettivo di farti fare una polizza.
Ti scrivo per confessarti che io per primo, come consulente, troppe volte in passato ho dato poca importanza a questo argomento, e vorrei che tu non commettessi lo stesso errore.
L’ho snobbato, trascurato, addirittura evitato, perché io per primo ho spesso pensato quello che la maggioranza di noi pensa: “Tanto a me non succederà”.
Poi però mi sono ravveduto e ho smesso di credere alla mia invulnerabilità.
Perché, sotto sotto, tutti crediamo di essere immuni dagli eventi peggiori.
Eppure, quando capitano ad altri, siamo i primi a scuotere la testa e a dire: “Poverino, che sfortuna”.
Forse la fortuna c’entra, ma molto più spesso è una questione di scelte.
Se anche tu almeno una volta hai mai pensato “A me non succederà mai”, prenditi qualche minuto e continua a leggere.
Ogni volta che parlo di questo argomento so già il ventaglio di risposte pronte all’uso.
“Un crollo del tetto per una tempesta? Impossibile, vivo in una zona tranquilla, non è mai successo”.
“Problemi di salute in vecchiaia? Difficile, mi tengo in forma e presto attenzione a quello che mangio”.
“Esaurire i risparmi? Non succederà, ho un buon lavoro e sono attento ai miei soldi”.
Il punto è che, per quanto tu cerchi di prevenirli, ci sono rischi che si insinuano dove meno te lo aspetti.
E, credimi, ignorarli è un rischio molto più grande che affrontarli.
Non è pessimismo, è pura realtà.
Molti rischi sono sempre più probabili, vicini, reali.
Ma andiamo con ordine e partiamo dalle questioni climatiche.
Lo sapevi che nel 2023 ci sono stati 378 eventi climatici estremi in Italia? È un numero che appare inverosimile, più di un disastro al giorno.
I dati dicono che sono aumentati del 22% rispetto all’anno precedente.

Trombe d’aria, grandinate, alluvioni: non sono più scene da film catastrofici, ma sono la cronaca quotidiana.
Questi eventi colpiscono purtroppo le persone, ma ancora più spesso colpiscono il patrimonio delle persone. In particolare, la casa, che è ancora oggi il primo bene detenuto dalle famiglie italiane.
Eppure, nonostante questo, solo il 6% delle abitazioni è assicurato contro questi eventi.
E tu? Sei tra questi o fai parte del 94%?
Se ti trovi tra coloro senza protezione, hai mai pensato a quanto ti costerebbe ricominciare da zero?
Preferiresti trovarti in questa situazione o dedicare una piccola somma per togliere di mezzo per sempre questa preoccupazione?
Personalmente, penso che, se la casa nella quale vivo e per la quale ho duramente lavorato fosse danneggiata per un motivo qualsiasi, sarebbe certamente un problema.
Ma penso anche che sarebbe un problema ancora maggiore se ad essere danneggiato fossi io stesso.
E, con me, la mia capacità di generare reddito da mettere a disposizione delle persone a me più care.
Se improvvisamente non guadagnassi più, in che modo il tenore di vita della famiglia potrebbe essere mantenuto?
In che modo potrei consentire ai miei figli di portare a termine gli studi?
In che modo potrei pensare di comprare quella seconda casa al mare che tanto, un giorno, vorrei avere?
Sono certo che farsi queste domande non sia insolito, né infrequente. Chissà quante volte te le sei fatte anche tu, per poi pensare che, alla fine, forse era meglio non pensarci. Forse era meglio allontanare i cattivi pensieri e continuare la vita di tutti i giorni.
Il punto è che non si tratta affatto di fare cattivi pensieri: non è vero che chi parla di assicurazioni parla di “cose brutte”.
Anzi, è esattamente il contrario: chi parla di questo tema cerca di fare in modo che accadano le cose belle della vita, nonostante gli eventi dannosi che a volte possono capitare.
Anche perché, se rifletti un attimo, sarà sempre più inevitabile confrontarsi con alcune di queste situazioni.
Ti faccio un esempio: in Italia, oggi, le persone con più di 65 anni rappresentano il 24% della popolazione totale. Erano il 19% 20 anni fa, nel 2050 saranno il 35%. In altre parole: il Paese sta invecchiando, e pure velocemente.
Vivere più a lungo è di certo una straordinaria notizia, ma dall’altro lato pone una questione: chi si prenderà cura della popolazione più anziana, se questa platea di persone sarà sempre più numerosa?
Lo Stato?
Difficile riesca a dare tutto ciò che serve: pensa che già oggi in Italia ci sono 4 milioni di anziani non autosufficienti, e la maggior parte di loro non riceve l’assistenza pubblica a cui avrebbe diritto.
Se già oggi i dati dicono questo, cosa mai potranno dire quando l’invecchiamento e le sue conseguenze sulla salute e sull’autonomia delle persone faranno il loro corso?
È uno scenario del tutto naturale, quasi scontato. Eppure, molte persone, non lo vedono o non lo vogliono vedere.
Aspettano e sperano che nulla accada, per poi dire, troppo tardi:
“Avrei voluto pensarci prima”
La domanda, quindi, non è “Succederà?” ma piuttosto “Cosa farai quando succederà?”.
Ora che ti è chiara la profondità del problema, deve esserti altrettanto chiara la semplicità delle soluzioni.
Già, perché il tuo consulente può darti queste soluzioni. Non ha né bacchette magiche né sfere di cristallo, eppure è in grado di offrirti ciò che serve per allontanare queste preoccupazioni. Una volta per tutte.
Queste soluzioni rispondono al nome di polizze assicurative.
Quando sottoscrivi un’assicurazione, ti stai liberando di un peso.
Stai scaricando le conseguenze economiche di un evento dannoso su un soggetto (la Compagnia Assicurativa) che è disposto a prendersi questo rischio.
E se stai pensando, “Sì, ma è troppo costoso”, ti invito a riflettere.
Primo, perché prima ti attivi e più ti accorgerai che il premio per garantirti questa sicurezza è meno impegnativo di quanto pensi.
Secondo, perché domandarsi quanto ti costa assicurarti è la domanda sbagliata.
La domanda giusta sulla quale ragionare è: quanto ti costa non farlo?
Quanto ti costerebbe perdere ciò che hai?
Mettiti nei panni di te stesso, un minuto dopo che ti succede qualcosa. Non necessariamente qualcosa di estremo: un infortunio che ti costringe ai box per qualche tempo, una grandinata che danneggia parte del tetto di casa. In quel momento, DOPO che è successo, quanto pagheresti quella polizza che non hai voluto fare PRIMA?
Lo sai anche tu: molto di più di quello che ti sarebbe costata.
Ecco, fai in modo che queste situazioni non possano mai verificarsi.
Parla con il tuo consulente finanziario, per capire in che modo la protezione del tuo patrimonio e della tua famiglia può essere migliorata.
È il miglior investimento che puoi fare nei confronti di te stesso e delle persone che ami.
Perché in fondo, se ci pensi, proteggere è la voce del verbo amare.
E ignorare i rischi che ci circondano è proprio il rischio più grande, un rischio che nessuno può più permettersi.