In Inside Out 2, Riley è una ragazzina che sta diventando adolescente.
Nel quartier generale della sua mente, il perfetto equilibrio che le emozioni avevano trovato viene compromesso dall’irruzione di una nuova emozione, tipica della pubertà: Ansia.
Quando fa il suo ingresso, Ansia è travolgente: altera, anzi spesso sconvolge il comportamento di Riley in ogni evento che la vede protagonista, mandando in tilt il suo processo decisionale e procurandole reazioni nelle quali la giovane non si riconosce.
C’è bisogno di tempo e fatica per domare Ansia.
Il punto centrale, tuttavia è un altro: nel film come nella vita di ciascuna persona, questa emozione è per sempre. Una volta che entra in gioco, non ci abbandona più.
Può essere gestita, a volte sembra cadere in letargo, ma improvvisamente può ricomparire per impossessarsi dei comandi del nostro cervello. Tutto dipende dagli stimoli esterni, dallo stress al quale siamo sottoposti.
Nella mente dell’investitore accade esattamente la stessa cosa.
Se dall’esterno non arrivano segnali di pericolo, tutto è sotto controllo.
Non appena fa capolino un elemento di disturbo, si scatena il finimondo e alla consolle di comando ci vanno le emozioni più pericolose, quando si ha a che fare con i soldi: Paura e, appunto, Ansia.
Da almeno un paio d’anni i mercati vivevano in una situazione di perdurante calma.
Dopo la crisi del 2022, quando all’invasione russa dell’Ucraina fecero seguito la crisi energetica e un’inflazione che da oltre 20 non si vedeva, tutto sembrava rientrato nei ranghi della normalità.
Ma c’è un aspetto semplice, per certi versi addirittura banale, di cui troppo spesso ci si dimentica.
L’incertezza è una costante del mondo in cui viviamo.
Il fatto che si presentino eventi destabilizzanti, in grado di rompere equilibri precedenti, è pertanto una normalità assoluta.
E così, è assolutamente normale anche la frenata dei mercati finanziari nelle ultime settimane.
Può sembrarti poco sensata la causa che l’ha scatenata, ma è perfettamente naturale il fatto che ci sia.
Ora diventa fondamentale un altro aspetto: capire come “ragionano” i mercati finanziari e perché queste situazioni cicliche – se affrontate correttamente – sono l’esatto contrario di quello che la maggioranza pensa: non un pericolo, bensì un’opportunità.
Non una situazione da evitare, ma una situazione da benedire.
Partiamo però dai fatti.
Come ormai noto, il nuovo inquilino della Casa Bianca ha comunicato al mondo intero la decisione di introdurre dei dazi su tutte le merci importate negli Stati Uniti.
In pratica, il presidente Trump ha alzato una barriera artificiale con l’obiettivo dichiarato di tutelare le aziende locali e di favorire i propri concittadini.
“America First”, come abbiamo più volte sentito da lui.
Perché le borse hanno reagito in modo estremamente violento a queste decisioni?
È indispensabile aver chiaro un concetto: i mercati guardano avanti.
Scontano nei prezzi ciò che ritengono probabile accadrà all’economia reale.
I mercati sono la traduzione finanziaria di quello che pensano vivranno da lì a poco le famiglie, le imprese, insomma il sistema economico nel suo complesso.
I prezzi salgono quando ci sono aspettative di prosperità e stabilità.
I prezzi scendono quando ci sono aspettative di rallentamento e incertezza.
E la politica commerciale alla quale la presidenza americana ha dato il via rientra nella seconda ipotesi.
Potremmo star qui a sindacare e discutere del perché i dazi, che rappresentano nella mente di chi li introduce una misura protezionistica e di tutela, dovrebbero finire per danneggiare proprio coloro che intendono difendere: famiglie e aziende.
Ma non avrebbe molto senso, non risolverebbe molto, a parte un legittimo desiderio di approfondire e capire qualche concetto economico.
Quello che invece è molto utile per le tue finanze è interpretare nel modo corretto e profittevole questi movimenti.
Fare in modo che diventino un fertilizzante, e non un diserbante della tua ricchezza.
Per andare in questa direzione, voglio ripeterti il concetto espresso poco fa: i mercati guardano avanti, si muovono sulle aspettative.
Oggi scendono perché vedono buio.
Appena torneranno a vedere la luce, riprenderanno la loro corsa.
Tu devi fare una cosa sola: farti trovare pronto quando questo si verificherà.
Stai pensando che è più facile a dirsi piuttosto che a farsi?
In realtà non è così: voglio darti tre semplici suggerimenti che potranno esserti di grande aiuto in qualunque turbolenza finanziaria.
Primo: non perdere mai la calma.
Lo so, quello che senti e leggi non aiuta.
Quando i mercati scendono, il bombardamento mediatico ti arriva anche se non lo cerchi.
Le notizie di soldi che bruciano in borsa, di miliardi di capitalizzazione che se ne vanno, di crollo e distruzione si fanno sempre più insistenti, ridondanti, impossibili da arginare.
Ti fanno credere che il mondo possa finire, di fronte a crisi sempre nuove, diverse e più difficili da risolvere proprio perché mai vissute prima.
Ogni volta che questo accade, fermati un attimo e pensa a quello che è sempre accaduto.
Pensa a quante crisi diverse hai già attraversato o hai letto e studiato sui libri, e pensa a quante volte si sono rivelate così pesanti da essere definitive e insuperabili: nessuna.
Pensa anche al fatto che, nello stesso pianeta dove per molti il baratro è dietro l’angolo, ci sono 8 miliardi di persone che ogni giorno si alzano al mattino per fare, non per disfare. Per costruire, non per distruggere.
Pensa a quanto sia migliorata la vita rispetto a qualche decennio fa, e a quanto inesorabilmente continuerà a migliorare.
E pensa al fatto che l’uomo, per natura, riesce a dare il meglio di sé nelle situazioni di stress, di complessità, maggiormente sfidanti.
Pensare a tutto questo ti sarà di grande aiuto, credimi.
Secondo: rispetta il piano e agisci di conseguenza.
Quando sono in burrasca, i mercati hanno il potere di farti dubitare di tutto.
“Avrò fatto la cosa giusta, considerato ogni aspetto, scelto lo strumento migliore?”
Sono domande legittime, comprensibili, ma estremamente pericolose. Rischiano di portarti fuori strada e di farti progressivamente perdere di vista ciò che conta davvero.
Più che domandarti in che cosa hai investito, chiediti per che cosa lo hai fatto.
Se è vero che il denaro è un mezzo e non un fine, ogni investimento dovrebbe essere propedeutico, funzionale a soddisfare un’esigenza per la quale ritieni necessario accumulare risorse.
Che sia la seconda casa, la macchina nuova, il giro del mondo in barca a vela o l’università dei ragazzi non sta certo a me sindacarlo. Ogni tuo obiettivo è legittimo e soprattutto meritevole di essere realizzato.
È questo che deve governare il tuo posizionamento sui mercati, è questo che non deve farti perdere la bussola. Mai.
Ed è questo che deve dettare le tue azioni.
Se i tuoi obiettivi sono posizionati ad una certa distanza temporale e se il tuo investimento è sufficientemente diversificato (come SEMPRE dovrebbe essere), tu hai una certezza: l’inciampo del mercato è temporaneo e sarà certamente riassorbito.
Con questa consapevolezza in tasca cosa è sensato fare, se non accumulare ulteriori risorse (per quanto possibile) in un mercato che sarà in grado di ricompensarti ancora di più proprio perché è scivolato di più?
Senza frenesia, perché non sai quanto a lungo il mercato faticherà.
Ma con costanza, perché sai che il mercato ad un certo punto si riprenderà. E spesso sarà quando meno te lo aspetti.
Terzo: non fare da solo.
Quello che ti ho suggerito finora per affrontare al meglio le intemperie dei mercati rischia di diventare tremendamente complicato, quando sei solo al timone della nave.
Primo, perché nella vita ti occupi di altro e non puoi permetterti di affrontare con approssimazione e superficialità decisioni così delicate.
Secondo perché, se anche fossi del mestiere sarebbe in ogni caso preferibile coinvolgere chi non è coinvolto personalmente in questioni che lo riguardano molto da vicino.
Ti confesso una cosa: per il mio patrimonio, per le scelte che hanno a che fare con me e i miei affetti, spesso mi confronto con altri colleghi. Voglio essere certo di non sbagliare perché c’è un inevitabile coinvolgimento emotivo, quando si tratta di fare qualcosa per noi stessi.
Esattamente come il chirurgo che non opera sua moglie o suo figlio e preferisce affidarsi alle sapienti mani di un bravo collega.
Non andare nel panico, rispettare il piano e affidarsi ad un professionista.
Queste sono le tre semplici ma fondamentali mosse di cui è pericoloso privarsi sempre, e specialmente quando i mercati finanziari danno il peggio di sé.
Sono convinta di poter essere quella professionista di cui hai bisogno, in grado di aiutarti a fare le cose giuste.
In grado di poter trasformare le tue legittime preoccupazioni in consapevoli certezze.
In grado di farti guardare con occhi nuovi le fasi di turbolenza che continueranno a presentarsi sul cammino.
Così da poter rispondere con saggezza e serenità ai dubbi e alle domande di chi teme il peggio in ogni scivolone dei mercati.
“Le borse tornano a scendere?”
“Era ora!”
